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A Bari, domenica 13 marzo 2016 in Piazza Europa, dalle 9:30 alle 13:30,

le associazioni aderente al P.I.A.F. scendono in strada per incontrare i cittadini e spiegare gli obbiettivi dell’ambizioso progetto.

Sette saranno i gazebo montati, presente sarà anche il camper dell’Associazione di volontariato InConTra.

I volontari delle organizzazioni del terzo settore dispenseranno informazioni relative alle singole realtà e alla relazioni che si realizzeranno fra esse.

 


Il P.i.a.f., Programma di interazione per l'assistenza famigliare, si prefigge nei prossimi due anni, l'obbiettivo di creare una rete di associazioni volta al sostegno di 150-200 famiglie della città di Bari per scongiurarne la loro esclusione sociale.

Acat "Nicolaiano", Ama Cuore, Anima Urbana, Fratres Ala Azzurra, Gruppo volontariato Vincenziano, Insieme per ricominciare, sei le organizzazioni di volontariato baresi coinvolte dall'idea del direttivo di InConTra, Associazione per l'assistenza ai senza fissa dimora e alle famiglie bisognose. A coadiuvare il tutto anche i volontari degli Avvocati di strada, l'Associazione "prof. Nicola Damiani" ed il sostegno della Fondazione del Sud.

Le famiglie, individuate attraverso un sistema itinerante di ascolto ed intervento multifunzionale sul bisogno, potranno contare su di un aiuto integrato e mirato in campo medico, legale, scolastico, supporto per casi di alcolismo, tossicodipendenza, patologie cardiovascolari croniche ed azioni rivolte al supporto ai condannati detenuti agli arresti domiciliari ed i loro parenti. Inoltre ogni famiglia si avvantaggerà della distribuzione di pacchi alimentari e farmaceutici , nonché dell'eventuale trasporto di ammalati verso e da luoghi di degenza o diagnostica. Ogni associazione apporterà il suo al fine di mettere nella rete del P.i.a.f. la forza delle esperienze di settore maturate negli anni.

Il progetto prevede anche di realizzare una "Banca dati del bisogno famigliare a Bari", il BaDaFam, un database di censimento progressivo delle famiglie in grave stato di povertà in grado di monitorare i bisogni individuali di singoli e nuclei famigliari e che documenti l'efficacia degli interventi.

Una meta mai neppure puntata fino ad ora da istituzioni o altre associazioni sul territorio barese, alla quale sarà possibile arrivare sia grazie a dei dati già in possesso dai vari partecipanti alla rete, che alla somministrazione di un questionario stilato ad hoc. L'auspicabile ed inevitabile, da quando gli ingranaggi del PIAF inizieranno a muoversi, sarà una maggiore comprensione delle problematiche connesse all'assistenza alle famiglie in grave difficoltà e delle relative dinamiche sociali, l'affinamento delle capacità di "ascolto", una maggiore sensibilizzazione al "dono", e sul lato pratico la messa a punto di un modello operativo integrato funzionante ed operativo sul territorio.       

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Gianni Macina

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